SENSITOMETRIA

“...scoprirai che gran parte di ciò che potresti aver letto o sentito sulle caratteristiche dei materiali fotosensibili è inaffidabile e fuorviante.”

Phil Davis

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La sensitometria è lo studio scientifico del comportamento dei materiali fotosensibili, in relazione ad una data esposizione e ad un dato procedimento di sviluppo.

Questo permette di indagare le reali caratteristiche dei materiali che utilizziamo, nell'ambito della nostra catena di lavoro.
Potremo ricavare dati certi e ripetibili di fondamentale importanza, quali la reale sensibilità ISO (velocità effettiva della pellicola), pendenza del Ğ (Gradiente Medio o contrasto del negativo), da mettere in relazione ad uno specifico trattamento, tempo di sviluppo, temperatura, concentrazione, agitazione ecc…

Tutte queste variabili potranno essere messe sotto lo stretto controllo del fotografo, che avrà la possibilità di posizionare consapevolmente le zone (le tonalità) del soggetto, dove meglio desidera.

Personalmente ho sempre ricercato il massimo controllo del processo nelle mie fotografie. Questo nell’ovvio tentativo di prevedere, con la maggiore precisione possibile il risultato finale, così da intervenire e modificare le tante variabili che portano ad esso.

Lo studio della sensitometria mi ha impegnato per più di tre anni, l’ultimo dei quali è stato un'autentica “Full Immersion”, e il suo approfondimento è in evoluzione continua.

Una critica comune di cui è oggetto la Sensitometria è che per essere applicata richiede un notevole grado di precisione tecnica, questa a detta di molti, limita l’interpretazione creativa. 

Personalmente non condivido affatto questa opinione, ma anzi, penso che solo conoscendo esattamente il comportamento dei materiali che utilizziamo, saremo capaci di liberare una visualizzazione consapevole e creativa!

 

 

Realizzo i miei test utilizzando le seguenti apparecchiature e metodi di trattamento.

 

  • Ingranditore LPL 7451 Testa Colore a luce diffusa

  • Densitometro Heiland electronic TRD2

  • Luxmetro LED VOLTCRAFT MS-200

  • Termometro Digitale RS PRO RS1710

  • Step Tablet Stouffer, 21 gradini per le pellicole in rullo

  • Step Tablet Stouffer, 31 gradini per le pellicole 4x5

  • Tank A-P per le pellicole in rullo

  • Tank Paterson e MOD 54 per le pellicole 4x5

  • Esposizione, tipo di sviluppo e diluizione, sono specificati caso per caso

  • Temperatura 20°, agitazione continua il 1’, poi 10” ogni 1’

  • Le pellicole vengono sviluppate per tempi progressivamente più lunghi di circa il 40%, solitamente 4', 5'30", 8', 11', 16'.

METODO
"La produzione di un'immagine perfetta per mezzo della fotografia è un'arte.
La produzione di un negativo tecnicamente perfetto è scienza."                           Ferdinand Hurter
TEST

NOTA BENE!

I dati riportati sono quelli che ho estrapolato dai test che ho realizzato personalmente e che si rivelano corretti nella MIA catena di lavoro.

Sono molti, infatti, i fattori che possono disallineare da una catena di lavoro all’altra, i risultati dei test.

Piccole differenze nella lettura dell’esposizione o nella taratura dell’esposimetro, così come nelle tante altre apparecchiature per cui necessariamente passa il processo, otturatori e termometri in primis, per non parlare di tutti i possibili scostamenti che possono verificarsi nel processo di sviluppo in camera oscura, quando non meticolosamente eseguito.

Tutte queste variabili, se cumulate fra loro, possono portare a spostamenti anche significativi dei risultati. Tuttavia, è improbabile che le varie tolleranze si discostino tutte in un’unica direzione, nella pratica è più plausibile che prendano direzioni opposte, annullandosi o minimizzandosi tra loro.

In ogni caso se si espone consapevolmente la pellicola secondo i dettami del Sistema Zonale, e si rispettano e replicano i parametri di trattamento (tempo/diluizione/temperatura/agitazione ecc…), ritengo che i dati ottenuti, possano essere un buon punto di partenza da cui muoversi, per adattarli ad altre catene di lavoro.